di Maria Taccogna

Lecce, fine dei giochi. Sipario sul mercato dopo un continuo correre sul filo dei centesimi e dei minuti, ma con un dato di fatto: questa squadra ne esce più forte.​ Un lavoro portato avanti da Stefano Trinchera, una sessione magari partita un po’ a rilento, con attese e valutazioni necessarie, ma alla fine gestita con la solita abilità: un mercato mirato, senza fare passi più lunghi della gamba, piazzato al momento giusto con i colpi che servivano davvero e mantenendo sempre al sicuro l’economia e l’equilibrio finanziario della società. ​Chiudere certe operazioni senza smontare la spina dorsale della rosa sembrava un’impresa da equilibristi. E invece, la notizia migliore arrivata dalla finestra dei trasferimenti è quello che non è successo: Falcone è ancora lì tra i pali, e con lui Tiago Gabriel. Garantirsi la certezza del titolare e blindare un prospetto del genere era la priorità assoluta. L’uscita di Früchtl e l’ingresso di Bleve rientrano nella normale gestione dei ruoli di riserva, senza scossoni. ​In difesa mancava un pezzo, uno solo: un’alternativa vera sulla corsia. L’arrivo di Dembélé va a completare un reparto che adesso non ha più buchi scoperti. In mezzo, l’addio di Ramadani si sente per carisma e legame con la piazza, ma l’innesto di Ilić porta qualità, geometrie e centimetri che nell’economia del campionato possono fare tutta la differenza del mondo. ​Ma è davanti che si è fatta la vera rivoluzione. Fuori Banda, Sottil e Cheddira per fare spazio a forze fresche: dentro Monteiro, Fatah e Geubbels. Tre profili con caratteristiche diverse, gamba, fame e un’energia che là davanti serviva come il pane per dare opzioni reali a gara in corso.​ È stato un mercato difficile, tirato all’ultimo respiro, dove ogni dettaglio ha contato. Però i conti tornano, sia in bilancio che sul campo. Il Lecce ha salutato giocatori importanti, sì, ma si ritrova con una rosa più completa, doppi ruoli coperti e più armi tattiche. Ora però la parola passa al rettangolo verde. Il campionato è solo all’inizio e non resta che aspettare per vedere come si evolverà la situazione e quali risposte darà il campo.