di Maria Taccogna
L’impianto di trattamento rifiuti Ecotecnica di Lequile si trova ora sotto sequestro giudiziario per decisione della Procura, che intende far luce sul gravissimo incendio esploso sabato pomeriggio nei pressi della strada statale 101. Gli acquirenti e i carabinieri stanno effettuando tutti i rilievi necessari poiché si fa strada l’ipotesi di un atto doloso: i Vigili del Fuoco hanno infatti riscontrato più focolai distinti e contemporanei, un elemento che fa pensare a un rogo appiccato intenzionalmente.
Le fiamme, nate inizialmente in un boschetto adiacente, hanno rapidamente invaso il centro di stoccaggio, andando a bruciare circa 50 ettari di terreno, distruggendo una trentina di veicoli aziendali e danneggiando pesantemente i capannoni. I soccorsi sono durati oltre 30 ore e hanno visto l’intervento di numerose squadre antincendio giunte da tutta la Puglia, supportate da mezzi aerei e dalla Protezione Civile.
Il direttore generale dell’azienda, Federico Zilli, ha spiegato che i dipendenti sono fortunatamente tutti in salvo, ma che la struttura rimane inaccessibile in attesa delle verifiche dei tecnici per valutare i danni ed eventuali elementi recuperabili. Sul fronte ambientale, l’Arpa ha già escluso la presenza di amianto tra i materiali andati in fumo e ha installato diverse centraline per monitorare l’aria, mentre ai cittadini delle zone circostanti è stato raccomandato di tenere porte e finestre chiuse a titolo precauzionale.


















