Molti tifosi sono preoccupati riguardo ai ritardi per i lavori dello stadio. Come noto, i lavori in programma saranno divisi in due lotti. Una prima parte di interventi strutturali per rinforzare le opere murarie, il rifacimento dei seggiolini ed altri interventi. Nel secondo lotto invece, riguarda la copertura del Via del Mare. Allo stato attuale, vi è stata la giudicazione, almeno sulla carta per il primo lotto. Sul secondo manca ancora qualche passaggio importante. La Leo Costruction, società salentina e seconda classificata nella gara pubblica, ha impugnato gli atti dinanzi al Tar di Lecce per dei vizi che sicuramente avrà rintracciato e che vuole portare all’attenzione del giudice amministrativo. Ovviamente, nel ricorso, ha chiesto anche la sospensione dell’inizio dei lavori, per chiarire se tutto è stato fatto in miniera legittima o meno. Dove nasce allora il problema? Il Tar non ha ancora sospeso nulla perché di fatto le due parti non si sono ancora incontrate fisicamente in quanto l’udienza è stata fissata al due luglio. La Leo Costruction parte rincorrente, ha chiesto di anticipare di qualche giorno l’udienza camerale per decidere se sospendere o no i lavori, ma il Tar ha espresso un categorico no. Quindi, sostanzialmente la Leo Costruzione non ha nessuna colpa sul ritardo dei lavori. In realtà, le carte e gli atti noti a tutti, evidenzierebbero dei passaggi burocratici che non sono stati fatti a dovere dalla struttura commissariale, di Sport e Salute che è la piattaforma ministeriale che sta sovraintendendo tutte queste procedure, tra cui anche la nomina del direttore dei lavori che ancora non è stato nominato. Come da programma i lavori sarebbero dovuti iniziare il 23 giugno, motivo per cui la Leo aveva chiesto di anticipare l’incontro al 18. La domanda però, non è stata accolta, ed il tutto è rimandato al due luglio.
di Maria Taccogna


















