È caos in terza categoria girone Maglie. Due gare sospese e mai riprese, con il necessario intervento del giudice sportivo. Le gare in questione sono state Atletico Salve-Palmariggi e Sannicola-Specchia. La prima è stata interrotta sul risultato di 0-0 e al minuto 29 del primo tempo per aver il direttore di gara, come recita il comunicato LND, ricevuto insulti e minacce dai tesserati locali, rendendo necessario lo stop momentaneo del match. Dopo la ritrovata tranquillità, il direttore di gara invitava le squadre a riprendere il gioco, riscontrando però il rifiuto delle stesse, causando l’interruzione definitiva. A conclusione di ciò, il giudice sportivo ha inflitto il 0-3 ad entrambe le società, commiato un punto di penalizzazione alle due, multato entrambe per €100 e aggiungendo 8 gare di squalifica per due giocatori del Salve. Situazione più complessa in Sannicola-Specchia, con il direttore di gara finito in ospedale. Secondo il comunicato, si apprende che, al minuto 45 del secondo tempo, sul risultato di 2-4, il direttore di gara, dopo un clima fragoroso, annunciava anticipatamente la fine delle ostilità, a seguito di uno schiaffo ricevuto da un dirigente locale. A peggiorare il tutto, secondo le autorità LND, si negava l’ingresso nello spogliatoio al direttore di gara, con le chiavi affidate ad ulteriore dirigente locale che, solamente dopo vari richiami, ha restituito le stesse. In aggiunta anche l’accesso, non negato, di personale non autorizzato nei pressi dello spogliatoio affidato al direttore di gara.Terminando, si legge nel documento, un calciatore del Sannicola avrebbe calciato un mucchio di sabbia e pietrisco ai danni del direttore di gara, rendendo necessario le cure mediche presso l’ospedale di Casarano. Il giudice sportivo, esaminato gli atti, ha squalificato il dirigente protagonista dello schiaffo, come si legge dai documenti, per 5 anni e il calciatore per anni 2. Al tutto si aggiunge la sconfitta a tavolino del Sannicola per 0-3 e l’inflizione di una multa pari a €1000.Per dovere di cronaca, riportiamo anche il comunicato del Sannicola, pubblicato quattro giorni fa sulle proprie pagine social: “Il Presidente e tutta l’A.S.D. Sannicola Calcio, in merito alla gara sospesa al minuto 92 e alle notizie diffuse successivamente da alcune testate giornalistiche regionali, ritiene necessario chiarire la propria posizione. Secondo quanto riportato dal direttore di gara, la sospensione sarebbe avvenuta per presunti atti di violenza nei suoi confronti.Tali ricostruzioni non rispecchiano la realtà dei fatti. Fin dalle prime fasi dell’incontro, il comportamento dell’arbitro è apparso caratterizzato da un atteggiamento di arroganza e superiorità nei confronti di entrambe le squadre, dirigenti e addetti ai lavori. Premesso che decisioni arbitrali corrette o meno fanno parte del gioco e vengono sempre accettate, ciò che riteniamo inaccettabile è stato l’atteggiamento personale tenuto dal direttore di gara, che in più occasioni ha rivolto minacce verbali dirette, creando un clima di forte tensione. Si precisa con fermezza che nessun tesserato del SannicolaCalcio, nessun componente della squadra ospite e nessun tifoso ha mai compiuto atti di violenza fisica nei confronti dell’arbitro.Quanto accaduto è stato esclusivamente un confronto verbale acceso, degenerato in un contesto già compromesso. La nostra società rappresenta un intero paese e può dimostrare, anche attraverso le società ospiti che negli anni hanno calcato il nostro campo, la storica correttezza e tranquillità della piazza. Episodi di violenza nei confronti degli arbitri non sono mai avvenuti nella nostra realtà. La A.S.D. Sannicola Calcio si rivolge inoltre alla Federazione, alla LND di competenza e alla Sezione Arbitrale affinché venga posta maggiore attenzione non solo all’aspetto tecnico, ma anche a quello comportamentale dei direttori di gara. La Terza Categoria è calcio a tutti gli effetti e merita rispetto e professionalità. Alla luce di quanto sopra, la società prende le dovute distanze dalle ricostruzioni errate apparse sui media regionali e si riserva di tutelare la propria immagine nelle sedi opportune.”

Marco Russo