di Maria Taccogna

FORMAZIONE UFFICIALE LECCE (4-3-3): Falcone – Dembelè, Gaspar, Tiago Gabriel, Gallo – Kaba, Ngom, Maleh – Danilo Veiga, Stulic, Fatah. All. Di Francesco.FORMAZIONE UFFICIALE TORINO (3-5-2): Perri – Comuzzo, Ismajli, Coco – Belghali, Vlasic, Santos Bragança, Fitz-Jim, Cacciamani – Kulenovic, Simeone. All. Abate.

Il fischio d’inizio del match tra Torino e Lecce viene posticipato di ben sedici minuti a causa di una singolare anomalia nel tracciato della linea di porta sotto la Curva Maratona, dove c’èFalcone, difetto che richiede il tempestivo lavoro dei tecnici sul terreno di gioco per non compromettere la precisione del sistema Goal-Line Technology. Una volta avviata la contesa, i padroni di casa guidati da Abate provano subito a prendere in mano l’iniziativa spingendo sul binario mancino con le iniziative di Cacciamani, ma la retroguardia disposta da Di Francesco si dimostra estremamente attenta nel bloccare ogni varco. Nonostante un ritmo a tratti vlento e la totale assenza di tiri nello specchio nei primi quarantacinque minuti, la compagine salentina va a un passo dal bersaglio grosso al 21′, quando una traiettoria direttamente da calcio d’angolo rischia di beffare Perri, reattivo nel neutralizzare la minaccia con un gran tuffo. Poco prima dell’intervallo è Simeone a creare scompiglio tra le maglie avversarie sfruttando il suggerimento di Cacciamani al 43′, ma la sua conclusione finisce alta sopra la traversa e l’azione viene comunque viziata da un fallo di mano. La ripresa si apre con un possesso palla prolungato dei granata al 50′, finché al 60′ la sfida subisce una svolta netta: Comuzzo pesca Simeone in profondità, l’attaccante calcia col sinistro e la sua traiettoria, deviata in modo fortuito dal difensore Gaspar, trafigge un incolpevole Falcone per l’uno a zero piemontese. La risposta salentina è tuttavia immediata e nasce dalle intuizioni del tecnico Di Francesco dalla panchina, che inserisce forze fresche al 71′. È infatti il neoentrato N’Dri, servito da Coulibaly al 73′, a riequilibrare i conti con un velenoso tentativo a giro dal limite deviato dalla schiena di Bragança. Nel quarto d’ora conclusivo le due formazioni si allungano e la pressione piemontese cresce a dismisura, raggiungendo il momento di massima tensione all’88’ con una doppia clamorosa palla gol: prima il subentrato Ché Adams sbatte contro il palo a portiere battuto con una splendida rovesciata, poi sulla sfera vagante Simeone calcia a botta sicura da pochi passi trovando il miracoloso riflesso di Falcone. L’assedio finale non produce ulteriori stravolgimenti e al 93′ il triplice fischio sancisce l’uno a uno, premiando la tenacia del Lecce che conquista un punto prezioso per interrompere il digiuno di risultati e muovere una classifica delicata.