di Maria Taccogna
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L’analisi genetica ha confermato l’amara certezza: i resti umani recuperati all’inizio di luglio lungo il litorale nordafricano della Libia appartengono a Mimmo Piepoli, il quarantenne appassionato di sport acquatici svanito nel nulla tra le onde pugliesi lo scorso primo maggio durante un’uscita in kitesurf. La drammatica svolta è stata resa nota attraverso i canali digitali da Giuseppe Margheriti, primo cittadino di Erchie, piccolo comune nel brindisino di cui lo sportivo era originario. Gli uffici del Consolato generale d’Italia a Tripoli hanno già attivato i protocolli diplomatici per il rapido rientro in patria della salma.
La fascia tricolore ha espresso il cordoglio dell’intera comunità ai familiari della vittima, rivolgendo un accorato pensiero a tutte le istituzioni che si sono mobilitate in questi mesi di angosciose perlustrazioni nel Mediterraneo. Un ringraziamento formale è andato agli uomini dell’Arma dei Carabinieri, ai vertici della Farnesina guidati dal ministro Antonio Tajani, al deputato Mauro D’Attis e alla dottoressa Maria Gaia Pensieri del Comitato Scientifico Ricerche Scomparsi. Nei prossimi giorni, l’amministrazione comunale fornirà tutti gli aggiornamenti logistici sull’arrivo del feretro e sull’allestimento della camera ardente per consentire ai concittadini un ultimo saluto.

















