Il Calcio a 5, spesso sottovalutato, è sinonimo di tecnica ed intelligenza.
La macchina di LuLecce.it, quest’oggi, ha fatto tappa nel cuore barocco di Sara Quarta, Presidente del Futsal Lecce.
•Presidente, bentrovata! Partiamo dal big bang, come nasce il tutto?
«L’idea del Futsal Lecce ha radici lontane: il 2009.
Io abito una piccola frazione di Lecce chiamata Villa Convento e nel 2009 ci fu proposto di realizzare una squadra parrocchiale. Nacque così il gruppo sportivo collegato alla parrocchia, di cui facevano parte tutti i bambini della frazione. Alcuni di loro sono ancora qui con noi, come Alessio Musarò il capitano, Marco D’Oria che gioca con noi da diversi anni o Alessandra D’Oria che era l’unica ragazza ad allenarsi nella squadra maschile e che poi ha avuto un grandissimo successo militando anche nel campionato di serie A con la ASD Levante Caprarica.
All’inizio quindi era un gioco, era semplicemente un modo per mettersi a disposizione della frazione e dare la possibilità a tutti i bambini, soprattutto a quelli le cui famiglie non avevano la possibilità di iscriversi in una scuola calcio più competitiva, di mettere a disposizione un ambiente più familiare per i propri figli.
Nel corso del tempo la nostra idea si è sviluppata, mente era forte la volontà di crescere e di dare a questi ragazzi, che tanto ci restituivano, molto di più.»
•Ascoltato l’aspetto giovanile, dove sgorga il voler attingere ai campionati federali ed amatoriali prima?
«La voglia di crescere era tanta e quindi decidemmo di regalare ai ragazzi la possibilità di partecipare ad un campionato strutturato; per questo partecipammo al CSI con tre squadre: la squadra dei bambini, degli allievi e la squadra degli juniores. Riuscimmo a vincere il titolo di campioni regionali provinciali per gli allievi e addirittura a partecipare alle finali nazionali a Salsomaggiore Terme con la squadra juniores.
L’esperienza al CSI terminò dopo un paio d’anni per una serie di contrasti e di incomprensioni e perché ritenevamo che ormai fosse chiuso un ciclo, per questo mi venne l’idea di creare qualcosa di ancora diverso.
La mia voglia era quella di dare a questa squadra, a questi ragazzi che tanto ci stavano restituendo in termini di impegno ed entusiasmo, la possibilità di confrontarsi con una realtà ancora più strutturata, sicuramente più competitiva ma allo stesso modo più formativa. Fu così che un lunedì di maggio presi l’auto e con mio padre il vice presidente, ci recammo a Bari presso la Lega Nazionale Dilettanti. Da li, iniziò la nostra storia.»
•Bari, sede centrale distretto FIGC. Dal 2012 ad oggi, inizio ufficialmente del percorso federale, quale sarebbe il suo bilancio? In positivo?
«Se dovessi fare un bilancio dal 2012 ad oggi, direi sicuramente che in un modo o nell’altro siamo cresciuti. Ci sono stati periodi di alti e bassi (più alti che bassi; però sicuramente i bassi ci hanno permesso di crescere e maturare).
Il nostro primo anno è stato di assestamento, inevitabilmente di osservazione e di schiaffoni a destra e manca. Con il secondo anno qualcosa è cambiato perché abbiamo avuto la fortuna di avere come allenatore-giocatore Domenico Bongermino che per diversi anni ci ha guidato in maniera ottimale, consentendoci di farci conoscere al mondo del Futsal Pugliese.
Nel corso del tempo, abbiamo poi deciso di ripartire da zero creando collaborazioni che purtroppo non sono andate a buon fine.
Io ritengo che sia questo il senso di fare Futsal: cadere ma avere sempre la possibilità di rialzarsi e così abbiamo fatto noi. Abbiamo avviato, a partire dall’anno scorso, un progetto importante e pluriennale, i cui frutti -si spera- potranno essere visti nel corso dei prossimi anni.
Abbiamo avuto la grande fortuna -perché di fortuna si tratta -di incontrare un mister come Daniele Urgese, ragazzo competente, qualificato ma con una caratteristica in più: la grandissima pacatezza e capacità di comprensione dello spogliatoio. Questa è una dote che magari molti sottovalutano, ma che per noi si è rivelata importantissima. Quando abbiamo avviato il progetto con Daniele abbiamo avuto la necessità di ripartire da zero, dopo un anno fallimentare, e quindi deciso di puntare fermamente sui giovani, scossi dall’esperienza dell’anno precedente.
Abbiamo perciò dato vita ad una delle rose più giovani del Futsal pugliese e abbiamo investito moltissimo su questi ragazzi. I frutti si vedono da subito, infatti lo scorso anno abbiamo raggiunto il miglior piazzamento di sempre, giungendo anche a disputare i play off di piazzamento.
Era anche balenata l’idea di fare domanda di ripescaggio in serie C1, ma l’abbiamo abbandonata. Abbiamo pensato che fosse giusto, anche per i ragazzi, conquistarla sul campo, semmai dovesse accadere.
Il nostro progetto, quindi, è chiaro: investire sui giovani; investire su uno spogliatoio sano; investire su alcuni innesti di esperienza e mantenere i budget oculati, puntando sul territorio e istituzioni (che devono darci una mano!).
Il nostro motto è che all’interno del Futsal Lecce tutti possono trovare una casa, quello che conta è l’impegno la costanza e la capacità di attendere il proprio momento, e di questo siamo davvero fieri.»
•Presidente, dal suo racconto noto un desiderio felice volto al futuro. Che obiettivi si pone?
«Purtroppo, ogni anno è diverso dall’altro. Il nostro obiettivo è sicuramente quello di migliorarci rispetto alla stagione precedente. Sarebbe bello poter dire che punteremo alla promozione diretta, ma siamo consapevoli che in un contesto in cui girano tanti, forse troppi soldi, non abbiamo le forze economiche per provare il grande salto direttamente. Questo non toglie che l’impegno da parte nostra come dirigenza, da parte del mister e da parte dei ragazzi sarà immutato per raggiungere l’obiettivo migliore possibile rispetto alla stagione precedente. Abbiamo infatti lavorato con il mister e come dirigenza per portare nel Salento degli innesti di qualità e, con felicità, abbiamo preso due gioielli che quest’anno hanno deciso di unirsi alla causa del Futsal Lecce e che speriamo possano darci una mano in questo obiettivo. Come lo scorso anno e più dello scorso anno, tutte le squadre si sono rinforzate e hanno tesserato giocatori di un certo livello, per questo sarà un campionato sicuramente avvincente, ma al contempo molto difficile.
•Mi raccontano di Lei come una persona molto scaramantica, sarà verò? Mi conferma se credere alla dicerie?
«Io sono una persona purtroppo, molto scaramantica e vivo le partite della mia squadra del cuore, il Lecce e del Futsal Lecce in maniera molto molto intima e personale. Per questo non troverai mai una mia foto in cui ho l’espressione distesa, tranquilla e sorridente durante una partita.
Riti particolari ne ho, ma molti non te li dirò, proprio per scaramanzia!
Però, posso raccontarti che con il mister spesso e volentieri, dopo messaggi tecnici legati alle convocazioni, alla forma del giocatore, all’assetto tattico pre-gara, ci dedichiamo a “ripulire” la chat con discorsi sul tempo, sulle possibilità di pioggia, sulle possibilità che il cielo sia terso o piuttosto sulla quantità di nuvole; in questo modo si scarica un po’ la tensione. Un aneddoto legato alla mia persona, all’essere prima tifosa che dirigente è proprio questo: non riesco mai a stare calma e rilassarmi, neanche quando manca un secondo alla fine della gara e stiamo magari vincendo di due o tre gol, quando vedo i miei giocatori che si rilassano troppo, a mio parere, io comincio a sbraitare contro di loro, rimproverandoli del fatto che non prestino la dovuta attenzione alla partita. La risposta è sempre la stessa: “Oh, Sa’ stai calma ca è spicciata”. E tutto, finisce fortunatamente in una fragorosa risata.»
Grazie Presidente Quarta per il suo racconto.
Marco Russo


















