Stamane presso l’open space di Palazzo Carafa, la 26ª edizione del Festival del Cinema Europeo ha presentato la sua sezione “Cinema & Realtà”. L’opera annunciata, “I diari della felicità”, porta la firma dei registi Davide Barletti, Renato Chiocca e Claudia Mollese, oggi presenti alla conferenza stampa insieme alla direttrice dell’Istituto Comprensivo Statale di Calimera, Caprarica e Martignano, partner del progetto.Il film, girato dagli studenti della scuola ai quali sono state affidate le apparecchiature tecniche, nasce da un percorso laboratoriale condotto durante l’anno scolastico 2024-2025 e restituisce una geografia emotiva composta da riflessioni intime, sogni e interrogativi di una generazione in crescita. I ragazzi, con in mano una piccola videocamera, esplorano la propria quotidianità e costruiscono un racconto corale capace di indagare felicità, amore, paura, perdita e desiderio di futuro.La regia ha sottolineato come la sperimentazione documentaristica sia stata pensata per favorire l’ascolto autentico delle voci degli adolescenti, in un tempo in cui raccontare il mondo interiore dei più giovani è sempre più complesso quanto necessario. Il lungometraggio è anche il prodotto finale del progetto omonimo inserito nel Piano Nazionale di Educazione all’Immagine per le Scuole e trova nel festival una cornice ideale per la sua prima ufficiale.Accanto a “I diari della felicità”, la sezione presenta titoli che ampliano il mosaico delle realtà italiane: “Come fosse luce” di Corrado Punzi, “Core Preciatu” di Giulio Neglia, “Elvira Notari” di Valerio Ciraci, “La pizzica di Romolo Crudo” di Tommaso Faggiano, “Lasciateci perdere” di Niccolò Ferrero, “Metti che piove” di Giuseppe Pezzulla, “Nyumba” di Francesco Del Grosso e “We are the Forest Enclosed by the Wall” di Oliver Ressler. Un programma che intreccia memorie, identità con i territori, restituendo un Paese complesso e sempre più plurale.La proiezione di “I diari della felicità” è prevista per venerdì 21 novembre alle 18:00 presso il Multisala Massimo di Lecce, in Sala 1. Questo sarà un appuntamento che promette di restituire al pubblico lo sguardo fragile e potente di chi, attraverso lo strumento del cinema, prova a raccontarsi e scoprirsi per la prima volta.

Di Gaia Quarta De Marco