Test di buon livello per il Lecce di mister Di Francesco, va in scena Lecce-Spezia, in pieno ritiro precampionato. Al Brixen Arena di Bressanone, con una bella cornice di pubblico salentino, il Lecce col 4-3-3 mette in campo, Falcone (16’st Fruchtl); Danilo Veiga (16’st Kouassi), Baschirotto (1’st Tiago Gabriel), Gaspar, Gallo (37’st Addo); Kaba (1’st Coulibaly), Ramadani (1’st Pierret), Helgason (1’st Berisha, 41’st Gorter): N’Dri (20’st Rafia), Krstovic (1’st Camarda), Banda (1’st Morente)
Lo Spezia con un 3-5-2, mette in campo Sarr, Wisniewski, Esposito, Elia, Nagy, Vlahovic, Di Serio, Aurelio, Candelari, Mateju, Hristov. A disposizione: Mascardi, Crespi, Leonardo, Benvenuto, Onofri, Giorgeschi, Bertoncini, Insignito, Lorenzelli, Djankpata, Baldetti, Verde, Artistico, Cugnata, Lontani.
Bastano sette minuti al Lecce per passare, Banda semina lo scompiglio nella retroguardia spezzina, un fallo di mano in area viene sanzionato con un calcio di rigore. Krstovic realizza con gran classe. Poi il Lecce cala e si distrae, qualche svarione difensivo e alla fine Vlahovic ne approfitta e batte Falcone con un tiro potente e preciso. 1-1, e si va al riposo con qualche segnale per mister Di Francesco: i suoi devono assimilare appieno il nuovo modulo, ben lontano dalla partenza dal basso e maggiormente offensivo.
Nel secondo tempo c’è spazio per Frucht, Camarda, Rafia ed altri elementi pronti per dimostrare la propria motivazione. Camarda mostra una bella progressione ed anche Pierret e Rafia figurano bene. Quest’ultimo si segnala per un bel tiro stampato sul palo e l’assist del gol servito a Camarda in seguito ad un bel fraseggio in stile Zeman 3.0. 2-1. Lo Spezia nel secondo tempo si vede poco o nulla ed il Lecce porta a casa una vittoria di misura. E’ ancora calcio estivo, però, qualche buon segnale si vede…eccome.
F.D.M.

















