Il Giorno del Ricordo non chiede rumore. Chiede attenzione. Il 10 febbraio riporta alla luce una tragedia rimasta troppo a lungo ai margini della storia italiana: quella delle foibe e dell’esodo forzato di migliaia di persone dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia.In quel confine fragile del dopoguerra la violenza prese il sopravvento. Bastava un cognome, una lingua parlata, un’appartenenza presunta per sparire. Le foibe divennero il luogo di una fine senza processo, senza difesa, senza saluto. Non solo numeri, ma vite comuni, famiglie spezzate, case lasciate in fretta con la speranza, spesso vana, di tornare.Per decenni il silenzio ha coperto tutto. Un silenzio comodo, colpevole, che ha lasciato i sopravvissuti soli con il loro dolore. Oggi ricordare significa restituire dignità a quella sofferenza, senza odio e senza propaganda. Solo con rispetto.La memoria non è vendetta. È responsabilità. È l’unico modo per evitare che la storia, quando viene dimenticata, trovi il coraggio di ripetersi.
Per il Vicesindaco di Lecce Roberto Giordano Anguilla: “Il Giorno del Ricordo, è ormai da 22 anni regolarmente presente nel calendario di Stato, come commemorazione nazionale grazie al decreto della Presidenza della Repubblica del 2004. Dispiace, però, perché questo denota, come per tanti anni, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale fino appunto al 2004, non c’è stata la volontà di celebrare i martiri delle foibe e dunque la loro memoria. Oggi e da 22 anni a questa parte, in particolare volontari e associazioni si prodigano affinché quanto accaduto con la tragedia delle foibe non rimanga lettera morta. Quella che è stata l’azione violenta e spietata voluta dai partigiani comunisti titini a cui si aggiunsero anche i partigiani italiani non venga dimenticata. Molti innocenti sono morti trucidati: cattolici, donne, bambini uomini delle forze dell’ordine. In migliaia sono stati infoibati. Nel Salento sono 117 i martiri scaraventati in queste fosse dell’orrore. Le foibe rappresentano una delle pagine più oscure della storia dell’uomo, della storia della civiltà, della storia dell’Italia. Oggi, presso l’istituto Galilei Costa di Lecce si è dato un contributo essenziale per non dimenticare anche grazie a Sua Eccellenza il Prefetto di Lecce Natalino Manno ed al Comitato 10 Febbraio e a tutte le associazioni impegnate nell’ambito di un ricordo immancabile per la nostra coscienza civile”.
di Maria Taccogna

















