A soli 17 anni, Francesco Camarda davanti al dischetto per calciare un rigore contro il Napoli. Un momento di enorme pressione, capace di far tremare anche i più esperti. Ha sbagliato, sì, ma sbagliare è parte del gioco, parte della vita di chi osa provare. Un ragazzo della sua età può e deve assumersi responsabilità così grandi, perché proprio negli errori si nasconde la possibilità di crescere e puntare sempre più in alto.
Questo errore lo farà piangere, gli farà passare notti insonni, e ogni volta che il pensiero tornerà a quel momento sarà come una pugnalata al cuore. È la dura realtà di un percorso che va necessariamente affrontato: si cade, ci si rialza, e ogni caduta serve a diventare più forti. Gli errori non definiscono un talento, lo forgiano. Camarda ha davanti a sé tutta la vita per trasformare questo momento in crescita e determinazione. Un mattoncino in più per il suo percorso e per un futuro luminoso.

di Maria Taccogna