PARLANDO DI SPORT, DI CALCIO, DI COVID E DI ALTRE SCIOCCHEZZE

di Flavio De Marco

Lo sport è salute: non credo di asserirlo io, bensì gli scienziati di tutto il mondo, da sempre. Eppure, a parte i professionisti del calcio e poco altro, lo sport chiude. Pur non essendo virologi, infettivologi o tenenti medico, un’idea sulla situazione della pandemia abbiamo il dovere di farcela ed in caso rischiando anche del nostro pur di non vedersi sopraffatti nella libertà individuale. Lo sport di “contatto” non doveva chiudere, almeno non così: più controlli, più profilassi, maggiori investimenti nella prevenzione e nella sanità, queste dovevano essere le parole d’ordine per non morire d’inedia. Eppure, gli investimenti si sono fatti e forse non sono stati proprio azzeccati. Al di là delle valutazioni politiche (che proprio non ci interessano), bisogna ammettere che regna molta confusione e molta approssimazione nei provvedimenti presi. Personalmente non vedo di cattivo occhio la convivenza tra misure dure e la continuità dello sport nel suo complesso, anche quelli di contatto. La scienza oggi, è vero, non ci dota del vaccino, ma, dei test rapidi, dei sierologici e dei tamponi proprio si. Pertanto, chiudere è stato un errore grossolano che non metterà, a mio avviso, la curva di contagio sotto controllo o meglio, buttare il bambino con l’acqua sporca determinerà il fatto di aver buttato il bambino assieme all’acqua sporca. Il calcio va avanti a stento, nella serie cadetta si ipotizzano, sul piano finanziario, scenari apocalittici se così dovesse andare avanti senza modificare gli assetti generali.Comunque, torniamo al concetto cardine di apertura, lo sport è vitale e spero che non ci siano scene magre da parte di chi deve controllare: si spera in un briciolo di buon senso e che non si subiscano gli abusi di potere già contemplati nel primo lockdown, tipo accanirsi sulla signora che fa la corsetta poco lontano dal “confine”. Già che la Puglia sia una zona arancione è un qualcosa di controverso e per certi versi paradossale: occorrerà storicizzare questa situazione e uscirne quanto prima e vivere…senza malinconia e stupidità.  

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