Editoriale del Direttore Flavio De Marco

Per il Lecce non è stata una bella “ripartenza”, anzi. Abbiamo scoperto che gli arbitri ci maltrattano e che la condizione generale della squadra è deficitaria per le assenze, gli infortuni ed uno stato di forma e concentrazione non all’altezza.

Di certo i problemi post Covid attanagliano tutta la massima serie, tutta, però, è innegabile che i giallorossi stiano pagando un prezzo altissimo. Già una squadra neopromossa può contare su un equilibrio molto fragile e ciò vale a livello universale, figurarsi se vi sono fattori esterni che deteriorano un cammino ben intrapreso. E’ ciò che è accaduto alla formazione di Liverani: quest’ultimo sebbene messo sotto la lente di ingrandimento per il suo modulo di gioco spregiudicato e per i tanti gol incassati, ha mercato in alcuni club della serie A. Il mister piace è inutile negarlo, il calcio che propone è divertente e fin qui ha prodotto risultati esaltanti. Eccettuato, si capisce, il turbolento ritorno in campo dopo lo stop della quarantena ed i mille dubbi sulla ripartenza del calcio.

Gli attori in campo non sembrano più gli stessi, Petriccione e Falco su tutti, ma, anche Babacar, Mancosu, Lucioni, Calderoni, Rossettini ed altri, sembrano aver acuito i difetti e obliato i pregi. Eppure l’organico ha dato prova di sé, nel girone d’andata contro le big e non solo.

Oggi, ci aggrappiamo al destino del Genoa (poiché anche se è tutto aperto questo sarà l’avversario da tenere d’occhio), le cui gesta, si spera, possano scemare. Pensiamo a noi e pensiamo anche a loro, c’è poco da fare. Non credo che la squadra genoana abbia un ventaglio più ampio del nostro. Non bisogna arrendersi davanti ad eventuali torti arbitrali, davanti alla sventura e davanti alle condizioni avverse. Il Lecce deve ritrovarsi: poco il tempo per riflettere e tutto si capirà in questo “caldissimo” mese di luglio.

Luglio, col bene che ti voglio vedrai…non finirà.

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