La mano di Corvino si vede, eccome. In campo, i giovani talenti impiegati, in campionato ed in coppa, appaiono subito a proprio agio, ostentano sicurezza e personalità. Come preannunciato nei precedenti editoriali, i pezzi pregiati restano in giallorosso, salvo qualche eccezione come Jacopo Petriccione. Poi, una considerazione va fatta: ogni atleta fa le sue valutazioni assieme al proprio procuratore. Meglio la serie A “a perdere” o una B “a vincere” con tutti gli annessi e connessi? Anzi, per essere più chiari: meglio un progetto societario di largo respiro che intenda ritagliarsi degli spazi oggi in B e perché no, domani in A?

Corvino aveva detto, dobbiamo avere pazienza, al momento del proprio insediamento, però, la pazienza è stata subito scontata da una campagna acquisti svolta ai massimi livelli con elementi di prestigio per la serie cadetta. Sarà stata una congiuntura positiva, saranno state le intuizioni del “vecchio volpone” del calcio italiano, ma, Henderson, Zuta, LiAdjapong (Sassuolo), Zuta (Hacken), Dermaku (Parma), Henderson (Hellas Verona), Bjorkengren (Falkenbergs), Listkowski (Pogon Schettino), Paganini (ultima stagione Frosinone), Coda (ultima stagione Benevento), Rodriguez (Real Madrid), Stepinski (Verona). Poi, consideriamo le operazioni in uscita che hanno fatto, di certo, respirare le casse del Lecce.

Dunque, a mister Corini è stata consegnata una Ferrari e lui, sin qui, si è dimostrato un buon pilota. Il campionato cadetto non sarà facile per il Lecce e vedendo la gara contro l’Ascoli molte cose sono balzate all’occhio: i giallorossi non sono più spregiudicati e “spericolati” come nel disegno dell’ex Liverani, sembrano più attenti alla fase difensiva e più prudenti nella fase propositiva e, tuttavia, cinici quando si tratta di offendere.

Bene il mercato, il futuro promette bene.

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