di Sara Santoro

Nella consueta conferenza stampa del mercoledì, il difendore giallorosso Fabio Lucioni si è prestato alle domande dei giornalisti. 

Come due anni fa, il Lecce si trova al secondo posto in classifica con la Salernitana a -1. Al riguardo, Lucioni ha definito quest’anno completamente diverso, con un campionato condizionato dalla particolarità della situazione legata al Covid. Si gioca ogni tre giorni e le difficoltà sono aumentate, nonostante le situazioni di classifica siano simili. La cosa più importante è mantenere la stessa voglia e non perdere di vista l’obiettivo. 

Per quanto riguarda la concorrenza nel suo ruolo, il difensore l’ha definita uno stimolo che fa continuare a lavorare con intensità e con la voglia di non farsi togliere la maglia da titolare, sempre conquistata con il lavoro. Tutta la squadra è stata costruita per giocare un campionato di alta classifica, ma è sempre Corini a fare le sue scelte e tutti i giocatori devono farsi trovare pronti. Fra tutti i compagni di reparto, è Meccariello l’uomo con il quale c’è un feeling maggiore, anche grazie alle circa 60 gare disputate insieme. Tuttavia, la squadra lavora sempre bene insieme ed infatti non si fa mai trovare impreparata. 

Con l’assenza di Mancosu, Lucioni ha indossato la fascia da capitano che ha definito una bella responsabilità, che fa sentire vivo ma sopratutto fa sentire la fiducia dell’ambiente e della squadra. Tuttavia, Mancosu è un leader e la sua assenza si fa sentire. E’ un giocatore che porta estro con le sue conclusioni in porta, con i suoi assist e sa “spaccare” le partite. Come per gli altri ruoli, però, anche sulla trequarti  ci sono delle alternative importanti ed elementi pronti a dire la loro.

Prima di entrare in campo la frase che dice spesso è: “Andiamoci a divertire”, ed è proprio quello il segreto per far arrivare i risultati. Tuttavia, è convinto che il campionato di B si vince o si perde negli infrasettimanali ed il Lecce è pronto ad affrontare l’ultimo dopo una serie di straordinari. Lucioni ha poi sottolineato la capacità della squadra di non deprimersi quando era ottava e di non esaltatarsi quando era a +5 dalla terza. Essere equilibrati in B può fare la differenza.

Ha concluso poi con queste parole: “Quando vinci sai che il tuo nome e quello dei tuoi compagni resta impresso nella storia di un club. Credo che questa sia la cosa più bella, ovvero essere rimasti nella storia della squadra e della città che si rappresenta”.

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