Di Pierandrea Fanigliulo

Vigorito 7: onestamente il Torino non lo impensierisce più di tanto nel corso dell’intera partita, ma quando Belotti sembra ad un passo dal gol della bandiera lui ci mette del suo con una super parata che mantiene la porta immacolata.

Rispoli 6,5: forse la sua migliore partita in giallorosso. Puntualissimo in fase difensiva non sbaglia un intervento che sia uno. In fase offensiva lascia spazio a Majer e Falco, e fa bene.

Rossettini 6,5: partita perfetta anche la sua che non sbaglia quasi nessun intervento. Al termine del primo tempo, però, regala una punizione pericolosissima al Toro che infatti va in gol con deviazione sottomisura di Di Silvestri, ma per fortuna la Var conferma il fuorigioco segnalato dall’assistente. Il resto del match è impeccabile come quello dei suoi compagni.

Lucioni 7,5: monumentale come non lo era mai stato in questo campionato. Prende per le corna Belotti e lo annulla rendendolo inoffensivo. Quando esce a testa alta impostando l’azione giallorossa, sembra brillare di luce propria che abbaglia l’intero Via del Mare. Che sia solo l’inizio di una serie di partitoni da qui alla fine del campionato.

Donati 7: sembra un piccolo Zambrotta. Gioca a piede invertito e sembra un valore aggiunto per la sua prestazione. Non conosce la parola resa in termini di risparmio di energie arando la fascia sinistra assieme a Barak. L’avevamo detto che il suo acquisto era sembrato sin da subito estremamente positivo e così é.

Barak 7,5: mezzo voto in più perché è arrivato solo quattro giorni fa nel Salento. Rimane in campo per tutta la gara e torna al gol con una conclusione bellissima. Il primo anno di Udine faceva intravedere colpi da campione vero. Poi un problema alla schiena si è messo di traverso bloccandone l’ascesa. Se il buongiorno si vede dal mattino, quello di Antonin Barak a Lecce sembra un’alba salentina che si ammira sull’adriatico: meraviglioso.

Deiola 7: metronomo di quantità che interpreta alla perfezione il ruolo di falso play del centrocampo a tre giallorosso. Il gol che sblocca il risultato è una perla balistica da vedere e rivedere. Sopratutto, potrebbe essere stata la rete che ha dato il ia ad un nuovo campionato del Lecce.
Petriccione 6,5: entra e si piazza dietro la cattedra a dispensare saggezza calcistica. Gestione della palla da veterano al decimo anno di Serie A, con la differenza che è solo alla 17esima partita nella massima serie.

Majer 6,5: il meno appariscente del centrocampo giallorosso, ma quanto è utile lo sa solo Liverani che in pratica ne ha dovuto fare a meno per tutto il girone d’andata. Il suo recupero rappresenta un acquisto fondamentale per i giallorossi.
Paz sv

Saponara 7: la giocata che effettua al 50esimo minuto é da artista del mondo del calcio: palla altissima che lui addomestica prima con un palleggio e poi scarica a un compagno sempre al volo. L’assist per Deiola è figlio di uno schema provato in settimana che però per funzionare deve trovare piedi educati come i suoi. Altre giocate che fanno pensare che a Lecce sia arrivato il Saponara giusto.
Shakov 6,5: oggetto deli mistero. Entra e si presenta con un tacco sublime che per poco non manda in porta Lapdula. Poi si guadagna il calcio di rigore del 4-0. Da capire se è il dottor Jekill di oggi o il mister Heyde di tante altre partite.

Falco 8: lo odio di un amore profondo. Il Pippo di oggi è quel giocatore che ti fa amare il calcio, che fa sognare i bambini che si avvicinano a questo sport, che fa gridare di gioia i suoi tifosi. Per fortuna i suoi tifosi sono colorati di giallorosso.

Lapadula 7,5: se non avesse segnato su rigore il voto non sarebbe stato diverso. Lavoro pazzesco dell’attaccante Italo-Peruviano che guadagna come sempre circa 350 falli che servono a far salire e respirare la squadra. Solo un grande Sirigu gli nega il gol il primo tempo. Quello segnato su rigore è solo il giusto premio alla sua prestazione che, come detto, rimane tantissima roba.

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