di Sara Santoro

Erano quattro partite da dentro o fuori ed al giro di boa di queste mini-finali il Lecce sembra essere più fuori che dentro. La tanto attesa promozione diretta in Serie A che i giallorossi avevano temporaneamente raggiunto grazie alla striscia di sei vittorie consecutive che avevano regalato il secondo posto, ora è più lontana e soprattutto non è più nelle mani di Corini e dei suoi. Non sarà il Lecce a scrivere il suo destino, ma tutto dipenderà oltre che dai risultati dei salentini e dei brianzoli, da quelli della Salernitana che ieri ha battuto al 96’ il Pordenone, portandosi al secondo posto con 63 punti. Dietro è bagarre, con Monza e Lecce ferme a 61. Un finale al cardiopalma, pieno di rimpianti per i giallorossi che non sono riusciti a sfruttare le varie occasioni per allungare e blindare il secondo posto. Prima la sconfitta casalinga con il Cittadella, poi quella di ieri a Monza fanno più rumore di altre, e no, questo rumore non è purtroppo la musica dei Coldplay di cui aveva parlato Corini prima del big match dell’U-Power Stadium. Piuttosto sembra quella di un disco che prima suonava una bellissima melodia, ma che si è interrotto bruscamente sul più bello e che ora fa fatica a ripartire. Ma non tutto è perduto, così come canta Chris Martin in “Lost”, “Solo perchè sto perdendo, non significa che io sia perso”. Infatti il Lecce ora è chiamato a battere Reggina ed Empoli, ieri promosso matematicamente nella massima serie e così come ha dichiarato il Presidente Sticchi Damiani in un’intervista al Quotidiano di Puglia,  a chiudere bene una stagione regolare già oltre le aspettative, continuando a guardare al di là dell’orizzonte. Probabilmente questo è solo il momento di stringersi attorno a squadra e società, continuando a sognare la promozione, che sia diretta o attraverso i play-off.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here