Massimo Coda autore di una tripletta
Massimo Coda autore di una tripletta

Pioggia e vento, al Venezia stai attento: al Via del Mare inzuppato il Lecce col suo 4-3-2-1 schiera Gabriel; Adjapong, Lucioni, Meccariello, Zuta; Paganini, Tachtsidis, Henderson; Mancosu; Coda, Stepinski. Il
Venezia si presenta con un modulo speculare e con in campo Lezzerini; Mazzocchi, Modolo, Ceccaroni, Felicioni; Maleh, Taugourdeau, Fiordilino; Aramu; Forte, Di Mariano.
Cinque minuti e Coda, in fuorigioco, finalizza un’azione del centrocampo giallorosso, il Lecce pare da subito padrone della situazione. Al decimo minuto sarà Fiordilino a calciare da fuori area e a sparare alto dopo un rinvio non proprio perfetto della retroguardia leccese.
Coda arretra sulla linea dei centrocampisti e mette in crisi i veneti, al ventesimo dribbla, inventa e serve l’accorrente Mancosu che dalla destra sfodera un missile dei suoi e mette il timbro sul parziale vantaggio, 1-0, il Lecce gioca bene, pressa e diverte.
Aramu su calcio piazzato impegna Gabriel, ma, i giallorossi sono programmati anche per effettuare ripartenze pericolose.
Di Mariano sfiora il pareggio, lasciato un pochino solo dai venticinque metri conclude poco sopra l’incrocio dei pali. La formazione di Corini, in ogni caso, continua il martellamento, eppure, il solito di Mariano indovina un cross per la testa di Forte che da due passi non fallisce, 1-1 al trentacinquesimo. Minuto quaranta e Forte si ripete, questa volta il cross viene dalla destra, estremamente “fragile” il controllo sull’attaccante Veneto ed è doppietta per lui ed è 1-2 a favore degli ospiti. Il Venezia riesce a sfruttare la carenza di lucidità che a volte colpisce il Lecce.
Oltre ad un pizzico di sfortuna, troppa ingenuità tra le fila dei giallorossi, l’attacco lagunare non ha perdonato.
Secondo tempo senza cambi anche se Falco è pronto ad entrare per il Lecce.
Il Lecce spinge, ma, gli ospiti resistono sulle pressioni di Mancosu e compagni, sale tutta la squadra di Corini e sotto porta non ci sono soluzioni apprezzabili.
Dentro Cremonesi e fuori Modolo nel Venezia, quest’ultimo per problemi fisici abbandona il campo. La pioggia ed il campo pesante non facilitano le manovre del Lecce, Tachtsidis al minuto sessantadue tira al volo di sinistro e si avvicina al pareggio. Fuori Henderson e dentro Falco: si opta per una trazione offensiva.
Come era prevedibile il Lecce si riversa in attacco mentre Zanetti detta qualche cambio: Crnigoj e Johnsen prendono il posto di Taugourdeau e Di Mariano per gli ospiti. Quando mancano venti minuti, il Venezia è in debito di ossigeno nel contenere le iniziative degli undici di casa.
Lucioni, dalle retrovie si insinua in area ed il suo colpo di testa non impensierisce.
Guizzo incredibile di Falco che taglia come il burro la difesa lagunare e serve a Coda un rigore in movimento, 2-2, l’innesto di Falco si è rivelato riuscito. Fuori Stepinski e dentro Pettinari, dentro Listkowski e fuori Paganini, il Lecce tiene alto il ritmo.
Bocalon e Molinaro, nel Venezia, per Aramu e Forte. Il Lecce risponde con un altro cambio, fuori Tachtsidis e dentro Majer. Ora mancano meno di cinque minuti ed il Lecce attacca a testa bassa per i tre punti. Cinque i minuti di recupero. Quando manca un minuto al termine Johnsen viene espulso dal direttore di gara per il tempo perso.
Il Lecce vede, di certo, il bicchiere mezzo vuoto pagando troppo le proprie distrazioni. Finisce in pari un match che poteva avere un altra sfaccettatura a favore dei giallorossi.

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